So benissimo che una delle frasi più comuni è “Sei ossessivo compulsivo” oppure “Questi comportamenti che hai sono da persona ossessiva” quando vediamo qualcuno di particolarmente organizzato, con la tendenza a pulire o riordinare tutto. Una classica rappresentazione di una persona ossessiva compulsiva che ci viene trasmessa da film, cartoni o serie tv è qualcuno che odia il disordine e deve avere le cose messe precisamente e allineate. Effettivamente, alcuni comportamenti che ho descritto vengono sperimentati anche da chi ha una diagnosi di DOC. Ma attenzione che la questione è molto più complicata di così. Chi vive con il DOC me lo descrive spesso in seduta come avere qualcuno di prepotente nella testa che parla in continuazione. E’ come essere costantemente in guerra con i propri pensieri, con il proprio corpo e le proprie azioni. Non c’è niente di divertente, è come essere schiavi della propria mente. Non sto esagerando, chi convive quotidianamente con il DOC, specialmente se non ha ancora iniziato una terapia, lo sa bene. Quando si parla infatti di DOC, si pensa che chi pulisce, mette in ordine e organizza, si diverta e abbia una passione verso questo tipo di comportamenti. Invece è proprio il contrario, perchè la persona si sente costretta e obbligata ad esempio a pulire, organizzare, sistemare e continuare a pensare, adesso ti spiego meglio questo meccanismo.
Si parla di disturbo ossessivo compulsivo perchè composto da due caratteristiche: ossessioni e compulsioni.
Quando parlo di ossessioni mi riferisco a pensieri o immagini mentali che compaiono nella mente e si ripetono ancora e ancora nella mente di chi li sperimenta. Sono pensieri tendenzialmente spiacevoli, a volte davvero molto sgradevoli e dolorosi e la persona non riesce a mandarli via. Fa di tutto per allontanarli, ma questi pensieri tornano incessantemente, influenzando in modo significativo la quotidianità.
Le compulsioni sono invece azioni e comportamenti che la persona mette in atto per eliminare i pensieri e il disagio associato a questi pensieri. Nelle serie tv e nei film si rappresenta frequentemente la persona che si lava le mani continuamente o controlla continuamente se ha chiuso il gas, la macchina, la porta ecc.
E qui so già che molti di voi diranno “Anche a me succede”, “Anche a me è capitato” e mi vien da dire, “Certo che moltissimi di voi hanno sperimentato questi vissuti”. Perchè ciascuno di noi, con varie sfumature, utilizza il controllo come strategia per darsi sicurezza. Il problema è che nel DOC la frequenza e l’intensità di questi comportamenti creano un disagio importante, tale da impedire alla persona di vivere una vita serena e davvero libera.
Ciò che spesso non si sa del DOC è che ne esistono diverse tipologie e sfumature, te ne parlerò più nel dettaglio nei prossimi video di approfondimento sul tema. Oggi comincio ad anticiparti che ci sono due aspetti che accomunano i vari tipi di doc: il dubbio e la consapevolezza dell’illogicità. Le ossessioni partono spessissimo da un dubbio che la persona ha e queste ossessioni vengono alimentate dalla tendenza a ricercare la certezza, ricercare la logica ed eliminare qualsiasi dubbio. È molto comune infatti che chi sperimenta un disturbo ossessivo compulsivo abbia pensieri catastrofici, pensieri che spesso iniziano con “E se…”.
“E se avendo toccato quell’oggetto mi fossi contaminato? E se il mio ragazzo non fosse la persona giusta per me? E se avessi una malattia grave? E se perdessi il controllo e facessi del male a qualcuno? E se non controllassi e succedesse qualcosa di spiacevole a qualcuno a cui voglio bene? E se avessi fatto qualcosa in passato che mi rende una cattiva persona? “
Queste sono solo alcune delle domande che ascolto nelle mie consulenze. La differenza tra un comunissimo dubbio e un’ossessione, come dicevo prima, è che questi pensieri si appiccicano alla mente della persona e si ripetono continuamente nella mente, si ricerca continuamente di avere una risposta a queste domande con un altissimo livello di angoscia. Ti ho parlato di pensieri intrusivi in un video che ti invito a guardare se vuoi approfondire.
Una domanda a questo punto sorgerà spontanea è: “C’è speranza per chi ha il disturbo ossessivo compulsivo?”. La risposta è sì, c’è speranza. La psicoterapia, a volte abbinata a una farmacoterapia, può essere molto efficace. è un lavoro impegnativo, non per forza sono necessari decenni di terapia, però trovo molto importante sottolineare che ciascuno ha il suo percorso. Il DOC ha davvero moltissime sfumature, quindi sarebbe poco professionale dire che c’è una tecnica speciale che vale per tutti o che il problema si risolve al massimo in 10 colloqui. La cosa che ci tengo a trasmettere è che per questo tipo di funzionamento c’è speranza, se non trovate subito un terapeuta che vi sappia aiutare non mollate subito e parlatene con il curante e fatevi consigliare qualcuno con maggiore esperienza, ma non mollate perchè il DOC richiede una buona quantità di consapevolezza, pazienza e pratica. In terapia infatti si impara a saper cogliere quando la mente prende il sopravvento e saper rispondere ai propri pensieri senza per forza dover reagire ad essi con urgenza.
BIBLIOGRAFIA:
- Hyman, B. M., & Pedrick, C. The OCD Workbook: Your Guide to Breaking Free from Obsessive-Compulsive Disorder. - Clark, Purdon. Overcoming Obsessive Thoughts: How to Gain Control of Your Mind, Stop the Worry Cycle, and Free Yourself from Intrusive Thoughts. - Orsillo, S. M., & Roemer, L. The Mindful Way Through Anxiety: Break Free from Chronic Worry and Reclaim Your Life. - Obsessive-compulsive symptoms and distress in daily life: Mediating effects of social cognition about morality: https://doi.org/10.1016/j.jocrd.2022.100754 - Stigma and recognition of different types of symptoms in OCD. https://psycnet.apa.org/doi/10.1016/j.jocrd.2016.12.006
-The Hidden Struggle: Concealing OCD. https://researchforyou.co.uk/mac-news/the-hidden-struggle-concealing-ocd/
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